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Castello Malaspina di Massa


foto castello Malaspina

orario primaverile di apertura
sabato, domenica e festivi: h. 16.00/20.00

INGRESSI

  • intero € 5.50
  • gratuito 0-17 anni e oltre 65
  • ridotto € 3.50 (18-25 anni)
    Il biglietto comprende la visita guidata
    info:
  • Castello Malaspina tel. 0585 44774
  • info@istitutovalorizzazionecastelli.it
  • www.istitutovalorizzazionecastelli.it
  • Urp Comune di Massa tel. 0585 490259 n. verde 800 013846

 


 STORIA E SVILUPPO NEI SECOLI

 La fase più antica del Castello Malaspina è da collocare nella parte alta, che deve aver contenuto il primo incastellamento almeno fin dal secolo XI, come testimoniano diverse fonti d'archivio.

Vi era una fortificazione sulla collina sovrastante l'abitato, come base di controllo per la sottostante via pedemontana che aveva sostituito, a causa del progressivo impaludamento della costa, l' antica via Romana Aemilia Scauri, e che nell' XI secolo serviva da comunicazione fra le varie pievi della Diocesi di Luni, da Pietrasanta a Sarzana.

A quell'epoca il dominio sulla rocca di Massa era tenuto dagli Obertenghi e durò, con alterne vicende, fino al XIII secolo.

Il Castello, allora, doveva consistere solo in un'alta torre recintata, il mastio; la sua funzione era quella di vigilare sulla pianura e sulla costa e probabilmente era collegato con altre torri nei monti circostanti, formando così, fino alla torre di Montignoso, una catena di avvistamento.

Gli Obertenghi, dediti principalmente alle imprese guerresche per mare e occupati nelle loro conquiste territoriali lontano dalla costa massese, non sentirono l'esigenza di ampliare quel piccolo fortilizio.

La torre, dopo essere stata l'unica struttura abitativa per alcuni secoli, rimase in piedi anche quando il castello si ampliò notevolmente.

Una fonte scritta infatti dice che il mastio subì notevoli danni nel 1538, quando fu colpito da un fulmine che aveva raggiunto la stanza delle munizioni della torre ed aveva trovato anche il deposito dell'olio; aggiunge che i muri, per lo scoppio, "andorno in fine ne le montagne".

Un'altra fase si può riconoscere nella cortina merlata con le tre torri ed il ponte levatoio, insieme con le tracce della dimora marchionale visibili nella parte alta della fortezza, che consistono in corridoi con arcate, volte a botte, feritoie.

Dopo la lunga fase obertenga infatti, vi fu la devastazione da aparte di Corradino di Svevia nel 1268 e forse la ricostruzione e l'ampliamento voluti da Castruccio Castracani degli Antelminelli, Signore di Lucca, durante il periodo in cui dominò il castello di Massa.

In epoca medievale, quindi, cioè dal secolo XI all'inizio del XV, l'incastellamento si era avuto sullo sperone più alto della collina rocciosa e si era evoluto dalla condizione di unica torre recintata a piccolo fortilizio mediante allargamento della parte residenziale ed aggiunta di torrette nella cortina muraria merlata.

Al posto del palazzo malaspiniano vi erano solo, probabilmente, poche costruzioni in legno che fungevano come magazzino o piccole abitazioni provvisorie per gli abitanti delle case sottostanti al castello, da sfruttare in caso di pericolo di invasioni nemiche.

Il tutto doveva avere diverse recinzioni lungo il pendio del colle.

Una terza fase cronologica è contraddistinta dall'ampliamento in epoca rinascimentale della rocca, effettuato da Giacomo Malaspina e dai suoi discendenti.

Sappiamo che durante la dominazione fiorentina, intorno al 1434, furono iniziati i primi lavori sulla rocca. Infatti negli Statuti di Massa del 1438, pubblicati dallo studioso Giovanni Sforza, tra l'altro si legge che venne incoraggiata l'edilizia sull'intero colle, favorendo gli abitanti della Vicaria che volessero costruirvi una casa. Inoltre fu irrobustita la cinta muraria del poggio e vennero promulgate severe disposizioni perchè non si costruisse a ridosso di essa o perchè si chiudessero delle aperture già esistenti: tutto ciò con evidente scopo difensivo per il borgo interno.

Dall'anno 1442, quando gli uomini della Vicaria di Massa si consegnarono ad Antonio Alberico Malaspina, "cum roccha et fortilitio dicte terre Masse", si iniziò la trasformazione del Castello da opera a carattere quasi unicamente militare a residenza ampia ed elegante del marchese.

Nel corso degli anni furono aggiunte ulteriori e più vaste fortificazioni.

La costruzione del palazzo risale alla seconda metà del XV secolo, quando assunse la caratteristica forma ad "L".

Intorno alla prima metà del XVI secolo il fabbricato fu ampliato con l'aggiunta di quella parte che si affaccia sul cortile e che comprende il porticato con le colonne, la veranda con le tipiche finestre cinquecentesche e le attigue loggette verso il borgo della Rocca.

Le fasi edilizie ora descritte corrisposero al governo di Giacomo Malaspina (figlio di Antonio Alberico Malaspina) e di Antonio Alberico II (figlio di Giacomo Malaspina), nella seconda metà del XV secolo; di Alberico Cybo-Malaspina (figlio di Ricciarda Malaspina e Lorenzo Cybo) nella prima metà del XVI secolo.

Le datazioni che assegnano alla fine del XV secolo la già avventua edificazione del palazzo si basano su queste fonti.

Nel 1465 si parla di una "sala maiori" nel Castello, che poteva essere il salone vicino alle tre salette al piano terra.

Nel 1494 si sa che Carlo VIII, nella sua discesa in Italia, alloggiò nel Castello di Massa. Nel 1515 è stipulato un contratto "in sala quae dicitur de la Spina iuxta ecclesiolam dictae arcis", cioè nella stanza che è chiamata "de la Spina" vicino alla Cappella detta della Rocca; sono citate così la Sala della Spina e la Cappella, che si trovano al piano terra del palazzo.

Nel 1517 si redige un atto "in arce Massa in camera picta sita iuxta capellam", cioè nella Rocca di Massa, nella camera dipinta che si trova vicino alla Cappella; la "camera dipinta" è da riconoscersi indubbiamente nella stanza più riccamente decorata del piano terra. Il documento ci fa capire che le tre stanze citate erano, senza dubbio, quelle tre che ancora oggi vediamo così varie ed interessanti nelle loro iconografie.

Dal XV secolo in poi le strutture fortificate non sentirono più l'esigenza di un apparato difensivo come il sistema piombante e, con l'uso delle armi da fuoco, si crearono delle strutture che permettevano un fuoco incrociato, cioè rendevano possibile colpire da punti focali ed ottimali il nemico.

Da documenti d'archivio sappiamo che verso la prima metà del XV secolo anche a Massa si fecero dei lavori nelle fortificazioni di base del perimetro della fortezza, ampliando le fondamenta murarie difensive. Un altro documento dice che "Alberico Cybo Malaspina e anche diversi Signori Marchesi Malaspina si preoccuparono degli accrescimenti e abbellimenti della fortezza; di essi si occupò lo stesso Cardinale Innocenzo Cybo".

Nel 1548 furono restaurate le mura in cui mancavano ancora il blocco difensivo sul lato mare e le cannoniere.

Al 1570 è da attribuire la costruzione del puntone, cioè quel baluardo avanzante verso sud-est.

Questo bastione era stato costruito intorno ad una torre, chiamata dalle fonti la "torre di Pinello", della quale si vede attualmente solo il perimetro circolare del basamento. Sappiamo che essa crollò nel 1780.

Un cartiglio marmoreo attaccato allo spigolo del puntone dice:"Perchè sempre si opponga alla satanica invenzione delle armi da fuoco Alberico Cybo Malaspina principe del Sacro Romano Impero e di Massa costruì questa bastionatura gigantesca, nell'anno del Signore 1570". Questa breve frase ci dimostra come tutta la fortezza fosse stata attrezzata per contrastare la nuova minaccia e il pericolo delle "armi sataniche" da guerra.

Nel 1603 Alberico I Cybo Malaspina fece lavori nel Castello nel lato sud-ovest e aggiunse il bastione che ha nella parte superiore un tratto di muratura ad arcate adibita a cannoniera, il "Cavaliere".

Nel XVII secolo, infine, si ha un ulteriore ampliamento delle strutture difensive, costituito sostanzialmente dal blocco consistente nelle cannoniere visibili sopra l'ingresso principale del castello.


 

 

Data ultima modifica: 
Lun, 02/09/2013

 

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