Resceto Via Vandelli

IL PERCORSO

Da Massa si seguono le indicazioni per il paese di Resceto che si raggiunge in auto in  circa 20 minuti risalendo prima la vallata del Frigido attraversando i paesi di Santa Lucia e Canevara e poi la valle del Renara incontrando i paesi di Guadine e Gronda.

Giunti nella piazzetta del paese (m. 485 slm) si prosegue a piedi per il sentiero CAI n. 35 lasciando alle spalle le ultime case e per ampio sterrato si giunge in prossimità di una costruzione bianca, la Ca’ del Fondo.

Si comincia a salire più ripidamente e il sentiero assume l’aspetto di una antica mulattiera, con il fondo a selciato e  i muri a secco. Infatti doveva essere interamente così la vecchia Via Vandelli costruita tra il 1738 e il 1751  e voluta dal duca di Modena Francesco III per unire Modena a Massa dopo il matrimonio tra il figlio e la duchessa Maria Teresa Cybo Malaspina. Una realizzazione ardita che permise al ducato di avere uno sbocco al mare e che fu realizzata sulla base del progetto dell’abate Domenico Vandelli.

La strada attraversa vallate e oltrepassa montagne in una varietà di paesaggi unica che tutt’oggi è possibile ammirare in quanto, soprattutto nella parte apuana, il percorso antico è ancora visibile grazie ad interventi di manutenzione che si sono susseguiti negli anni.

In questa prima salita la presenza di buchi da piro e di piri testimonia l’utilizzo di questo tratto di Via Vandelli come via di lizza. Infatti più avanti vi confluiscono le vie di lizza delle cave di marmo del Padulello e di Piastramarina.

Si prosegue e, attraverso un ponticello in metallo, si oltrepassa il canale del Pianone nel quale, in basso, si possono vedere alcune marmitte dei giganti.
Guardando in alto si vede parte del percorso della Strada  che sale a zigzag  con i suoi imponenti muri a secco che sembrano trattenere i fianchi della montagna in un ambiente apparentemente povero di vegetazione ma che, ad un osservazione più attenta, rivela la presenza di piante e fiori di una bellezza unica.

Si sale per luoghi ai quali i viandanti hanno assegnato toponimi derivanti da leggende o particolarità legate al posto stesso “le Teste” i “Marmoletti” “il Casone” fino a giungere, poco sopra quota mille, ad una maestà costruita in tempi recenti, luogo religioso ma anche riparo in caso di temporale (km 3.5 da Resceto).
Proseguendo  l’orizzonte si estende fino ad intravedere in lontananza le isole di fronte alla costa ligure e toscana. Ma non per molto.

Il percorso procede e si addentra lungo la “Lama del Venaro” i cui contrafforti rocciosi non permettono la vista della costa, ma la vista sulle Apuane è magnifica.

Si giunge in prossimità di una vecchia miniera di ferro (m.1300 slm circa) e, dopo un paio di tornanti, si raggiunge un intaglio nella roccia e una panoramica piazzola, la Finestra Vandelli  (m. 1420 slm), dalla quale parte il sentiero che porta al rifugio CAI “N.Conti”(5 minuti).

Da qui la Via Vandelli si fa più stretta e più aerea, il fondo non è più a selciato ma a roccia e terra,  si oltrepassano le Tecchiacce e, per un lungo tornante, si raggiunge Passo Tambura a 1620 mslm a 40’ circa dalla Finestra Vandelli e dopo aver percorso km 6,2 circa da Resceto.

Da qui il panorama è magnifico, da una parte la costa ligure e toscana fino ad intravedere nelle giornate limpide la Corsica dall’altra la Garfagnana e l’Appennino meta delle genti che durante l’ultimo conflitto mondiale percorrevano la Vandelli in cerca di cibo e di speranza.

  • Tempo di percorrenza: 4 h circa
  • Dislivello 1135 m.

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Data ultima modifica: 
Mercoledì, 18 Novembre, 2015