Francesca Piqueras espone al Ducale

locandina mostra Piqueras

Paesaggio dell’umanità è il titolo della mostra fotografica di “relitti” e paesaggi industriali ritratti da Francesca Piqueras in esposizione nei saloni di Palazzo Ducale per il nuovo appuntamento massese con l’arte contemporanea e i suoi “linguaggi”.
Proposta dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Quattro Coronati la mostra è visitabile da sabato 28 ottobre (inaugurazione ore 18) fino al 26 novembre prossimo ed è stata presentata in conferenza stampa alla presenza dell’artista italo-peruviana-francese dal sindaco Alessandro Volpi, dall’assessore Mauro Fiori e dal curatore dell’allestimento Mauro Daniele Lucchesi.
Questo sesto appuntamento del ciclo “Art Now” sulla comunicazione dell’arte contemporanea propone oltre 25 immagini di grande formato che riassumono il percorso creativo di un’artista e fotografa che concentra la sua ricerca tra mare, cielo, metallo e ruggine fotografando, nei luoghi più remoti in giro per il mondo, relitti di navi abbandonate piattaforme petrolifere, vecchie strutture industriali e militari. Un caos di strutture in metallo, coaguli marroni espulsi dall’umanità che squarciano e feriscono l’ambiente in cui si trovano ma che, fotografati  da una diversa prospettiva e sotto “una nuova luce”, recuperano una loro intima bellezza, una sorta di rinascita e nuova vitalità.
Cumuli ferrosi sgualciti da tempeste, giganti caduti e vinti dall'oblio, carcasse nell’oceano, i “relitti” di Francesca Piqueras si impongono come una parabola delle forze in movimento: l'invenzione dell'uomo contro l'inevitabile distruzione.
Francesca Piqueras è cresciuta in una famiglia di artisti. Parente stretta di Marcel Duchamp, Man Ray e Salvador Dalì, li incontrava d'estate a Cadaques. Al centro di questo mondo brillante, è cresciuta in solitaria e attenta osservazione. Dai tredici anni, ha sviluppato una passione per la videocamera e la fotocamera che le hanno permesso di affinare, a distanza, il suo sguardo. Ha studiato storia dell'arte, del cinema, ha lavorato come montatore, senza mai abbandonare i suoi dispositivi. La sua prima esposizione risale al 2007. Si tratta di una serie di bianco e nero sull'universo urbano che lei non esita a mostrare con crudo realismo. Colpita da "Deserto Rosso" di Michelangelo Antonioni, la sua attenzione si concentra su altre tracce, quelle della civiltà industriale. Passa al colore e nel 2011 presenta la serie "Architettura dell'assenza" scatti sugli smantellamenti dei battelli nei cantieri in Bangladesh, e nel 2012, "Architettura del silenzio" foto di navi cargo affondate al largo delle coste della Mauritania, contrarie a tutte le norme del diritto.
"Fotografo  - spiega - ciò che l'uomo ha costruito per ragioni economiche o di guerra  in situazioni estreme e in un modo assai discutibile. Ma il mio scopo non è denunciare, piuttosto mi interessa la follia umana, i suoi paradossi e le sue contraddizioni. Trovo che l'estetica di questi oggetti – prosegue Piqueras - sia al suo massimo quando la natura fa il suo corso. Tempo, ruggine, degrado, reinventano queste architetture e poeticamente scolpiscono e riscrivono la storia umana…. Fotografo il paradosso e trovo una metamorfosi in queste sculture potenti e monumentali, dotate di autonomia, di una propria estetica che trasformo in scenografie di design post-industriale. Io continuo a difendere questo realismo estetico e questi giganti caduti, abbandonati, dimenticati, totem e tabù della presenza umana, con i suoi eccessi – conclude - e la sua incapacità di pensare il futuro del pianeta”.
"Francesca Piqueras – sottolinea il curatore Mauro Daniele Lucchesi - appartiene a una nuova emergenza di artisti fotografici, legati all'urgenza di dare significato al caos, anche se per magnificarla"
In conferenza stampa il sindaco Volpi ha espresso soddisfazione per questo importante nuovo appuntamento tutto massese con l’arte contemporanea e per il lavoro di caratterizzazione che sta portando avanti l’Amministrazione sul Ducale, luogo identificativo del territorio e opera d’arte esso stesso, giocando sui contrasti tra l’architettura classica del contenitore in rapporto alle esposizioni d’avanguardia che si sono lì susseguite da un ano a questa parte.
La mostra è aperta ad ingresso libero dal 28 ottobre al 26 novembre da martedì a sabato dalle ore 17 alle 20

Fonte: - D.L. Ufficio stampa

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Data ultima modifica: 
Venerdì, 27 Ottobre, 2017